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La Repubblica dei Webmaster Italiani
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15 nov 12 - 3 motivi per non affidarsi ciecamente al tool “Rifiuta link” di Google

Scritto da: Fabio Mele - Letto 1.033 Volte

Da circa un mese è disponibile un nuovo strumento tra i tool per webmaster messi a disposizione da Google. Si tratta del tool “Rifiuta link” (disavow links), che è stato implementato per dare ai webmaster un rapido strumento che rimuova tutti quei link non desiderati e di spam verso il nostro sito che possono compromettere il ranking e penalizzare il sito da quando è attivo il nuovo algoritmo Google Penguin.

In particolare, con Rifiuta Link diventa possibile inviare un testo a Google contenente l’elenco dei presunti siti di spam verso le proprie pagine web. Questo è stato fatto per aggiungere un’ulteriore freno alle attività scorrette di link building. Tuttavia, lo strumento va usato soltanto da webmaster responsabili e comunque con massima attenzione, per alcuni motivi che spieghiamo qui di seguito.

Sicuramente, in un primo momento alcuni webmaster potrebbero essere entusiasti di questa nuova possibilità, ma prima di cominciare ad inviare a Google liste di link attraverso questo strumento, dobbiamo tenere a mente quelli che sono i suoi punti deboli. Esistono ad oggi tre ottime ragioni per evitare di utilizzare questo strumento.

Ragione 1. Piccoli errori possono avere gravi conseguenze.

Come detto poc’anzi, per presentare a Google tramite questo strumento i collegamenti da rifiutare, si deve compilare un file di testo che descrive quali sono questi collegamenti nello specifico o quali domini si vogliono bloccare, assieme ai commenti sul perché dovrebbero essere fatto. Le informazioni vanno organizzate nel modo seguente:

-          Tutti i link dovrebbero essere elencati così come sono (es. http://www … …. .html)

-          Nel caso di domini da bloccare, invece, bisogna farli precedere dalla dicitura “domain:” (ad esempio “domain:webmaster.com”)

-          I commenti vanno inseriti dopo il segno # (esempio: “# non sono riuscito a raggiungere il webmaster di questo sito per ottenere la rimozione del link”)

Ognuno di questi elementi andrebbe elencato in una propria riga, indipendentemente dal numero di link da presentare per il rifiuto. Una volta fatto questo lavoro, si può caricare sullo strumento “Rifiuta link” all’interno di Google Webmaster Tools.

Il processo sembra apparentemente semplice, tuttavia se un sito è particolarmente grande o se la serie dei back link è particolarmente complessa, aumenterà al contempo la possibilità i errori di battitura o di altri errori che possono cambiare il modo in cui i programmi di Google interpreteranno i dati ricevuti.

Google da la possibilità di poter caricare successivamente dei file con delle correzioni, ma potrebbe essere troppo tardi perché la riparazione dei link può impiegare anche mesi, provocando intanto gravi perdite nel traffico web.

Ragione 2. Identificare dei link non desiderati è un processo che richiede tempo

La scelta dei link da segnalare non deve essere frettolosa. Si può tranquillamente incappare in link che consideriamo negativi quando in realtà non lo sono. La stessa identificazione dei bad link non è semplicissima. Bisogna utilizzare per questo altri programmi come Majestic SEO e valutare anche quei link che sembrano lontanamente sospetti. Prima di inviare la lista a Google, è importante svolgere i dovuti controlli per separare in modo chiaro i link “buoni” da quelli “cattivi”.

Ragione 3. Disconoscere link potrebbe non avere alcun impatto sulle prestazioni del sito

Soprattutto se, come detto negli altri due punti, non viene fatta una buona ed attentissima cernita dei link da segnalare, così come se molti bad link restano comunque attivi perché non individuati. In questi casi, difficilmente il nostro link potrà trarre giovamento dall’utilizzo dello strumento.

Ecco perché, alla fine dei conti, conviene utilizzare “Rifiuta link” solo se si è ben consapevoli di ciò che si vuol segnalare e del modo in cui lo si sta facendo. In caso contrario si potrebbe incappare in veri e propri “disastri” involontari.

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