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18 dic 12 - Google celebra Ada Lovelace, prima programmatrice della Storia

Scritto da: Fabio Mele - Letto 1.114 Volte

Ritratto di Ada Lovelace

Il 10 dicembre 2012 Google ha dedicato un “doodle” ad Ada Lovelace, considerata universalmente la prima programmatrice della Storia. Potrà forse sorprendere che questo titolo spetti ad una donna, ma sorprende ancor di più pensare che Ada visse nella prima parte dell’Ottocento e realizzò quello che viene considerato il primo algoritmo pensato per una macchina (e quindi il primo “software”) addirittura nel 1843.

Quanti programmatori e webmaster di oggi conoscono la sua storia? Probabilmente in pochi. Ecco perché diamo qui risalto a questa grande donna che, già di nascita, non era una persona qualunque.

Ada, infatti, nacque nel 1815 e fu figlia del celeberrimo poeta inglese Lord Byron e della matematica Anna Milbanke. Nonostante l’illustre padre, non ebbe con lui alcun contatto dal momento che i genitori si separarono quando lei aveva soli due anni e la sola figura familiare che ebbe vicina fu quella della madre, che, come una sorta di “dispetto” al per nulla amato ex marito, fece di tutto per avviarla verso materie opposte a quelle trattate da Byron.

Ada fu quindi avviata a studi matematici approfondendo concetti e affinando le sue capacità grazie a illustri matematici del tempo quali Mary Somerville e Augustus De Morgan. Assunse il cognome Lovelace dopo essersi sposata con il Conte di Lovelace nel 1835. Nonostante le grandissime capacità matematiche, Ada aveva comunque ereditato dal padre una fervida immaginazione e spesso e volentieri ragionava per metafore nello spiegare i suoi concetti, in quella che lei stessa definì da giovane “scienza poetica”.

Il “momento topico” della sua vita scientifica fu nel 1843 quando incontrò e lavorò assieme al matematico di Cambridge Charles Babbage, il quale stava progettando da diversi anni l’idea di un calcolatore meccanico strutturato in veinticinquemila parti da assemblare. Ada fu particolarmente presa da questo progetto e curò per Babbage e l’italiano Luigi Menabrea una serie di appunti che descrivevano dettagliatamente ciò che la macchina doveva essere in grado di fare: uno strumento capace di essere programmato e di agire secondo le istruzioni generali fornite. Le note si rivelarono più preziose dello stesso articolo e andarono oltre, configurando con lungimiranza i concetti di intelligenza artificiale che andasse anche oltre le sole capacità di calcolo tanto da rendersi indispensabile per la scienza futura. Allegò quindi anche quello che è considerato il primo programma della Storia: un algoritmo in grado di calcolare i numeri di Bernoulli implementato sulla “macchina di Babbage” (che non vide tuttavia mai luce). Anche se la specifica macchina pensata da Babbage non fu mai realizzata, gli appunti ed i concetti di Ada Lovelace si rivelarono fondamentali per il prosieguo della storia dell’evoluzione dei computer.

La storia di Ada Lovelace, già Byron, è fondamentale per tutta la storia dei computer. La scelta di Google di dedicarle un doodle, non è certo dettata dal caso: se oggi programmatori e webmaster sono grado di lavorare su velocissime piattaforme, di condividere informazioni su scala mondiale, di utilizzare tablet e notebook con velocissimi sistemi operativi, lo si deve grazie al primo seme che gettò nel lontano 1843.

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