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27 ago 13 - Zuckerberg & Internet.org: arriva l’internet mondiale?

Scritto da: Fabio Mele - Letto 832 Volte

È partito recentemente il progetto “internet.org” voluto fortemente da Mark Zuckerberg, già fondatore del più grande social network del mondo, Facebook. L’obiettivo di Zuckerberg è quello di riunire le più importanti aziende mondiali nel campo delle tecnologie informatiche e cellulari per consentire di estendere l’accesso ad internet ai cinque miliardi di persone oggi ancora tagliate fuori. Ricordiamo che sono presenti sulla Terra sette miliardi e cento milioni di persone e che di queste ben due terzi non hanno ancora accesso alla Rete.

L’obiettivo, secondo le aziende aderenti al progetto, si può raggiungere abbassando enormemente i costi di connessione degli apparecchi wireless (del 99% per l’esattezza) grazie al contemporaneo finanziamento derivante dalla pubblicità che remunererebbe ogni connessione per navigare online. Una delle problematiche maggiori in una tale prospettiva è quella di un sostanziale e concreto rischio per la privacy dei nuovi utenti, i quali si troverebbero secondo le critiche in una posizione di svantaggio nei confronti delle aziende aderenti al progetto le quali potrebbero tranquillamente targettizzare gli utenti in base alle navigazioni, essendo una rete sostanzialmente finanziata da privati.

La targettizzazione, in cambio di internet a prezzo stracciato o anche gratuito, che consentirebbe la visualizzazione di annunci mirati di tanto in tanto verso gli utenti.

Il “nuovo pubblico di internet” sarà disposto a un sacrificio di questo tipo, limitare la propria privacy per poter accedere ad internet?

Intanto, seppur tra queste critiche, il progetto sta andando avanti e vede coinvolti gruppi di altissimo livello: oltre a Facebook, ne fanno parte anche Ericsson, Mediatek, Opera, Samsung, Nokia e Qualcomm, colosso delle tecnologie wireless.

Ma il percorso non è dei più semplici, perché se è vero che da un lato si potrebbe rendere l’accesso a internet gratuito o quasi grazie alla pubblicità, ciò che manca sono le infrastrutture e le barriere economiche di molti Paesi non aiutano. Per raggiungere gli altri 5 miliardi di utenti, internet viaggerebbe quasi totalmente su mezzi mobili come tablet e smartphone, che non richiedono l’installazione di cavi di collegamento e permettono più facilmente la connessione online. L’obiettivo rimane ancora lontano, ma intanto il progetto va avanti con i suoi primi passi: studiare sistemi e strumenti alternativi per lo scambio di dati online, migliorare gli algoritmi di compressione delle informazioni, produrre smartphone a basso e bassissimo costo, incrementare i servizi, individuare i migliori modelli di business sostenibili per il progetto.

Il tutto, si intende, rimane subordinato alla certezza del passaggio delle informazioni profilate degli utenti all’advertising. Non si tratta dunque di un’opera di umanità, ma essenzialmente di un enorme business potenziale per Zuckerberg & co. Internet allora potrà essere per tutti, sì, ma a che prezzo? Tutte le informazioni sui progressi verso l’obiettivo finale saranno pubblicate man mano sul sito internet ufficiale: internet.org.

Zuckerberg nel frattempo risponde alle accuse, sostenendo che principalmente sussiste il diritto di tutti alla connessione su Internet, dal momento che la quasi totalità delle risorse economiche disponibili nel mondo è presente in quei Paesi più sviluppati che hanno già l’accesso online garantito e che l’arrivo di internet in tutti gli altri Paesi potrà contribuire fortemente allo sviluppo economico che oggi manca.

immagine: fotogramma da video del sito ufficiale internet.org

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